/ Settembre 10, 2018/ Z@mpa Blog/ 0 comments

Dopo l’estate scorsa, passata a girovagare per la Spagna centro-sud, immerse nei paesi della Castiglia, Estremadura, Andalusia Murcia e Valencia, nel 2017 abbiamo optato per la Francia.
È stato l’anno della prima vacanza insieme ad un quattro zampe. Tanti i timori, le ansie di iniziare questa nuova avventura. Olivia all’epoca aveva meno di un anno, lei non aveva alcun dubbio al riguardo; viaggiare insieme non era un problema, l’importante stare insieme.
L’itinerario è stato pensato per poter accontentare l’architetto e il quattrozampe. Dire che abbiamo toccato più o meno tutte le regioni sulla costa è dir poco un eufemismo, per non dimenticare il percorso dei tanto osannati ‘Castelli della Loira’.
Alberghi prenotati, tenendo ben presente l’opzione ‘Animali ammessi’, e devo dire la verità che non abbiamo avuto particolari problemi a reperirne. Certo, c’è meno concorrenza di prezzi, ma tutto sommato non abbiamo riscontrato difficoltà, in fondo basta pagare il sovrapprezzo e via.

1. Prima tappa, Nimes. Visitata di sera, da noi considerata città di appoggio e di passaggio per il proseguo della vacanza. La prima impressione è di entrare in una piccola città di età romana, in cui primeggia l’Anfiteatro.
La prima tratta è stata un po’ come un test di prova per Olivia. Solitamente il massimo tragitto percorso in macchina constava 2-3ore. Il viaggio, rigorosamente in auto, è stato calibrato appositamente per dare modo a Olivia di potersi sgranchire le gambine e fare i bisogni, con un naturale allungamento dei tempi per noi umani, ma va bene così!

2. Seconda tappa, Bordeaux. Eccellente città, che ti lascia sbalordita, per la magnificenza e sobrietà. Almeno per me, sembra quasi una piccola Parigi. Città a portata di pedone e di cane. Tanti i monumenti, musei e soprattutto palazzi storici, in cui ammirare le sontuose decorazioni che animano le facciate. Anche in questo non abbiamo avuto problemi con l’accoglienza del quattro zampe in albergo. Rispetto alla precedente esperienza, il sovrapprezzo era di ben 8€/notte. Continuo ancora a non ravvederne il motivo, ma tutto sommato è accettabile. Si è vero c’è la moquette in Francia … ma va beh proseguiamo.

3. Terza tappa, Tours. Città indicata per visitare comodamente i castelli più famosi della Loira. Come città in sé onestamente non ricordo molto, dato che l’obiettivo erano gli ‘Chateaux’, ma non male e soprattutto abbordabile anche economicamente. Abbiamo cercato di visitare, almeno dall’esterno, la maggiorparte dei castelli. Piccola precisazione, forse ovvia ma è bene ricordarlo: ai cani nella maggiorparte dei casi non è consentito l’ingresso né nel parco né all’interno del castello. Gli unici castelli dog-friendly, o che comunque consentono la visita insieme ai nostri amici a quattro zampe almeno nei giardini sono:
– Chateaux de Chenonceau, denominato il castello delle dame
– Chateaux de Villandry, conosciuto per i suoi orti-giardino
– Chateaux de Chaumont, famoso per le installazioni d’arte ospitate nel parco
– Chateaux de Chambord, il castello – credo – più importante, sontuoso della Loira
– Chateaux de Nanteuil, in cui si può pernottare all’interno del castello, e dove il cane è ben accetto.
Terminata l’ondata di visita ai castelli – oltre a quelli sopracitati ne abbiamo visitati davvero tanti, tutti affascinanti e interessanti – abbiamo proseguito con una nuova tappa. La città è dinamica e interessante, tra storia e modernità. La consiglio vivamente. Poi dista davvero pochi chilometri dal mare, celtico, quasi oceano Atlantico.

4. Quarta tappa, Nantes. Finalmente riesco a mettere piede in Bretagna. Sogno realizzato in parte perché in verità mi sarebbe piaciuto raggiungere Brest, ma ho dovuto fare i conti con Olivia, che a forza di fare km su km aveva bisogno anche di fermarsi e ‘zompettare’ per parchi e città.  Abbiamo così deciso di fare una ‘capatina’ a Saint Nazaire. Abbiamo accuratamente evitato il passaggio su ponte stradale, con i suoi 61m di altezza 3.356m di lunghezza, in quanto non amiamo particolarmente ponti così lunghi e soprattutto lievemente ondeggianti. La viabilità permette comunque interessanti percorsi alternativi.

5. Quinta tappa, Caen. Prima di arrivare all’albergo abbiamo deciso di allungarci a vedere Rennes, Saint-Malò e Le Mont-Saint Michel. Saint Malò è la cittadina che più ci ha colpito ed entusiasmato. Tipica città di mare, con trama dei vicoli e case tipiche che ci ricordano Albenga e la Liguria. Ospitale e aperta. Purtroppo, però i cani non sono quasi mai ammessi sulle spiagge, tranne in rare occasioni. Stessa ospitalità però non possiamo dire di averla ricevuta a Mont Saint Michel in cui comunque i cani non sono ammessi nemmeno sulle navette che ti conducono all’Abbazia, pertanto abbiamo deciso di guardare il tutto da lontano e di salutare la città velocemente. La città di Caen, scelta più come tappa intermedia verso le regioni del nord, ma anche per poterci soffermare a meditare e visitare i luoghi della Normandia. Vi chiarisco già che i cani non possono entrare nei cimiteri americani, quindi bisogna organizzarsi a scaglioni per le visite, ma ne vale comunque la pena. Silenzio disarmante, cura e ordine maniacale, che permettono di udire l’infrangere delle onde sulle vicine spiagge oggetto del famoso ‘sbarco in Normandia’.

6. Sesta tappa, Lille. Avremmo voluto soffermarci un attimo anche a Le Havre, ma i chilometri iniziavano a farsi sentire e per non stressare ulteriormente Olivia abbiamo proseguito con l’itinerario prefissato, passando da Calais. Città più vicina al Regno Unito. Vento e sole hanno caratterizzato la nostra breve sosta qui, tant’è che essendo più che altro una città portuale e di transito per turisti e merce, abbiamo dovuto optare per ripararci in paesini limitrofi per poter pranzare in tranquillità. Perché Lille? Perché ci sembrava una città caratteristica da scoprire e che rappresentava sicuramente l’altra faccia della Francia rispetto a Bordeaux. Con la sua piazza, la Grand Place, in cui sorge la Vieille Borse de Lille, è una città, a pochi passi dal Belgio, che ci ha accolto con semplicità e tranquillità. Durante il giorno abbiamo optato per allungarci a Bruxelles. Altra città, altro stato. Piacevolmente sorprese da questa capitale. Suggerimento forse scontato: il cioccolato mangiatelo sul posto, rischiate di portarvelo in Italia fuso, se viaggiate d’estate. E soprattutto assaggiate i buonissimi e superfarciti Waffel.

7. Settimana tappa, Nancy. Giunta ormai l’ora di rientrare in Italia, abbiamo comunque scelto destinazioni che potessero ancora trasmetterci tanto dal punto di vista emozionale, architettonico e culinario. Passando per Reims, siamo giunte a Nancy. Ritroviamo una serie di Piazze, riconosciute patrimonio UNESCO, tra cui Place Stanislas, Place d’Alliance. La cattedrale merita di essere ammirata per gli inseriti e decori d’orati e la sua imponente facciata e le due torri di 80m di altezza.

8. Ottava tappa, Lyon. Non si può non fermarsi a visitare Lione, tra la sua parte storica e quella più moderna. L’intervento di riqualificazione denominato Citè Internationale progettato da Renzo Piano, la torre Matita, piuttosto che l’Opera riqualificata da Jean Nouvel, o ancora la vicina stazione TGV progettata da Santiago Calatrava a Saint Exupery. Ma poi vogliamo parlare del mondo ‘LeCorbusier’, colui che ha fatto la storia dell’architettura e introdusse l’uso del cemento armato grazie ai 5 principi dell’architettura. Va da sé che non ho potuto esimermi dal visitare finalmente un po’ di architettura recente. Olivia tutto sommato non ha disdegnato dato che comunque spesso eravamo immersi in zone verdi, isolate e silenziose, dove al massimo venivi silenziosamente ‘disturbato’ solo da appassionati di storia moderna.
Gita in giornata obbligatoria anche alla più o meno vicina città di Ronchamp, o meglio alla cappella di Notre-Dame du Haut, progettata da Le Corbusier. Dire stupefacente è dir poco. Sono rimasta senza fiato nel vedere e apprezzare così tanta leggerezza, sacralità ed eleganza coniugate in una magistrale architettura moderna. Qui i cani non sono ammessi, ma vale comunque la pena di organizzarsi e accedere alla cappella. D’estate alla domenica mattina celebrano la messa nel giardino esterno, ma la cappella è comunque accessibile.
Altra tappa da non mancare è il quartiere Firminy-Vert, moderno villaggio sempre progettato da Le Corbusier, in cui è possibile visitare la casa della Cultura, lo stadio, la piscina, la chiesa di Saint-Pierre e le unità abitative. Tutto il moderno villaggio è raggiungibile facilmente in macchina e percorribile a piedi. Certo è che con Olivia non ho potuto entrare ovunque anche se ho trovato comunque il modo per farla giocare e svagare a pallone nel campetto aperto antistante la casa della Cultura. Ciò che merita veramente, oltre alla casa della Cultura è senza dubbio la chiesa. Non tanto da fuori quanto dall’interno, con uno studio attento dell’illuminazione naturale e dei colori. L’organizzazione degli spazi non è superflua e tutto concorre a donare al visitare una sensazione astrale e votiva davvero impressionante. 

In ultimo, ma non meno importante, è il convento di Santa Maria de la Tourette, a pochi chilometri da Lione. Vale certamente la pena di visitarlo e se possibile mediante guida. Solo così potrete davvero apprezzare il senso dell’architettura e i principi ispiratori di questo edificio religioso che io definisco quasi un monumento dell’architettura. La cura e rigore dei particolari e l’analisi e la ricerca della luce naturale strettamente correlate alle attività di lavoro e studio svolte dai frati.

9. Nona tappa, Cannes. Il rientro è ormai prossimo, ed in viaggio verso l’Italia decidiamo di fermarci in Provenza, ed in particolare ad Avignone per poi pernottare a Cannes. Avignone l’abbiamo trovata una città estremamente calda e torrida, rispetto alle altre città della Francia in cui la massima temperatura era di circa 17-18° ad agosto. Merita sicuramente una visita, meglio conosciuta come antica città papale. Come parcheggio, bisogna accettare le aree di sosta a pagamento sotterranee, ma a parte questo, nella piazza principale è possibile optare per un tour della città su trenino, che accetta anche i cani, senza sovrapprezzo. E così … tutti in trenino, riparati dal sole e a farci svolazzare i capelli e le orecchie pelose di Olivia.

Cannes, è una città molto famosa che non ha certo bisogno di presentazione. Per noi è stata una piacevole sorpresa. Tipica città di mare, dove è possibile avvicendarsi nei vicoli interni per assaggiare pietanze tipiche ottime a prezzi tutto sommato modesti.

Olivia in questa vacanza non è riuscita a fare un vero e proprio bagno in mare o nell’Oceano, però ha potuto scoprire uno stato, la Francia, davvero incredibile, in cui però difficilmente i cani sono ammessi nei ristoranti, piuttosto bisogna accettare di rimanere nelle depandance esterna. Tutto sommato comunque la prima vera vacanza insieme ad un quattro zampe è andata bene. Mi ha permesso di rafforzare il mio rapporto con Olivia e di conoscerla sempre più, e capire i suoi tempi di riposo e di gioco.
Durata vacanza: 14gg
Chilometri percorsi: 6.000 circa.

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