/ Aprile 26, 2018/ Z@mpa Blog/ 0 comments

GOLDENITE

Lo scorso week end ho avuto la possibilità di frequentare un evento formativo volto a diventare istruttore TSSA di Croce Rossa.
La seconda giornata di corso prevedeva una breve presentazione a tema libero non sanitario. Esercizio molto utile questo sia per rompere il ghiaccio sia per dimostrare abilità o meno di sapersi esprimere.
E così … dopo un intero pomeriggio a pensare all’architettura, tema a me molto caro e vicino; cruciale è stato ascoltare l’impressione che io implicitamente ho dato in quelle poche ore dall’inizio del corso alle persone che mi circondavano.

“… cerca di uscire dal tuo mondo fatto di squadrette e regole”

Avevo due possibilità, intendere la frase in tono negativo/dispregiativo o ricercarne lo spirito positivo e propositivo con cui mi è stata detta.
Ebbene sì, questa è stata la miccia che ha smosso in me una irrefrenabile voglia di parlare di ciò che anima le mie giornate ma ancora di più la mia vita, come se non attendessi altro che un via, IL VIA, per parlare finalmente di ME e di LEI.

Quindi che la performance abbia inizio … il sorriso inaspettatamente anima il mio volto e l’enfasi del discorso attrae anche i miei uditori.
Obiettivi e articolazione della presentazione, è bastato un secondo per delinearli. Tutto ha assunto una forma di dialogo sciolto e semplice – quasi come se fosse un gioco. Non era più la ragione che muoveva le parole bensì il cuore.

Una sorpresa in primis per me.
Ed ecco che allora credo di aver compreso almeno uno degli obiettivi del corso svolto. Parlare agli altri con il cuore, perchè solo così il messaggio giungerà in modo chiaro e nitido senza storpiature.

E ora tu lettore mi dirai, si ok, ma alla fine di cosa hai parlato, cosa hai raccontato …
Ricollegandomi quindi al titolo di questo articolo, che cos’è la Goldenite.
… la potrei simpaticamente definire come una sindrome emozionale meritevole di peculiarità per via della sua non tangibilità e irrefrenabile diffusione di buon umore. Con il termine quindi non si indica una singola patologia ma un insieme di fattori predisponenti, congiuntamente a un particolare elemento scatenante che, uniti insieme, collocano il soggetto in questione in una fascia di rischio elevata. Ergo si riscontra nei soggetti umani completamente e follemente innamorati del cucciolo, nel caso speficico Golden Retriever che animerà vita e casa.
(NOTA: la definizione sopra riportata è totalmente frutto della mia fantasia e non è assolutamente da intendere come malattia o patologia medica)

Quindi immaginate il connubio tra un Architetto e un Golden Retriever.

L’architetto amante delle metropoli e dei musei, metodico nel lavoro e nella vita, ogni cosa al proprio posto, arredo essenziale ed estremamente geloso dei propri libri nonchè spazi vitali.
Si scontra pacificamente con un pelosetto che stravolge completamente e irreversibilmente la vita. E inizia ad accettare che possono coesistere le eccezioni alle regole, all’ordine e soprattutto all’architettura.

Alla fine cosa ne scaturisce?
L’architetto ombroso e riservato apre il cuore al mondo e inizia a vedere tutto con occhi differenti, il sorriso compare sempre più sul volto e le giornate appaiono più soleggiate, anche se fuori piove.
Il Golden ti seguirà ovunque, prode scudiero che non ti tradirà mai. Si scopriranno nuovi luoghi senza barriere. Diverrà un modo per mantenersi in forma fisica grazie alle tante passaggiate giornaliere, ma soprattutto per apprezzare le vacanze al mare o sulla neve, soprattutto per chi come me le ha sempre snobbate.
Si avranno meno possibilità di visitare musei o edifici, ma certamente si impareranno alcuni valori umani che difficilmente puoi carpire o imparare dagli esseri umani.

La Goldenite quindi è questo, e anche molto di più.
Fondamentale rendersene conto e accettarla. Perchè un cane può stravolgere davvero l’approccio alla vita.

ZampaMente è felice di conoscere anche le vostre esperienze.

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