Scusate l’attesa, ma ho voluto attendere qualche istante prima di dare evidenza e la mia opinione alla questione saliente di queste elezioni … ma oramai l’epilogo appare piuttosto chiaro e lampante.
Come più volte ho specificato non sono qui per comunicare la mia preferenza politica bensì per darvi evidenza, secondo il mio umile parere, della situazione politica italiana.

Ritengo queste elezioni siano da intendere come una sorta di vera e propria sorda rivoluzione, a dimostrazione che l’Italia, o meglio gli italiani, sono stanchi della vecchia Repubblica. O magari solo dei vecchi politici.
Siamo di fronte ad una ondata di cambiamento, in primis culturale, ma non necessariamente si tratta di evoluzione positiva, piuttosto direi di stallo o addirittura di fatiscenza.

Spulciando nella storia, anche la più recente, si può scorgere una moltitudine di autogol da parte di tutti i partiti.
Bisogna dare atto però – e questo è innegabile – che alcuni movimenti e partiti abbiano lavorato davvero molto meglio di altri sulla nuova forma di comunicazione e approccio verso il popolo italiano; difatti sembra, e ripeto sembra, abbiano voluto realmente ascoltare il parere della gente comune.

Ma ora, tra il dire e il fare … l’Italia si ritrova ancora una volta a cavallo tra un colore e un altro, tra un ideale e un movimento, senza tuttavia un vero e proprio governante assoluto, ergo forse una mancata maggioranza al Senato.

Dipanare la questione dei vinti, spendere tempo e parole a fare il decalogo degli errori della sinistra piuttosto che della destra ha davvero una sua utilità per l’Italia di oggi? a chi serve realmente?
Onestamente ritengo sia maggioritario il dovere di chi ancora crede nella politica, dare capitolo conclusivo al libro in atto, per poi accingersi a scrivere il primo nuovo capitolo su un foglio bianco di un libro intonso (e chissà magari un libro elettronico, ebook), con nuovi personaggi e protagonisti che diverranno forse la storia vera e davvero rivoluzionaria di domani.

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