In vista delle elezioni del 4 marzo 2018 parlando del più e del meno con un collega emerge l’infinito imbarazzo sulla scelta che saremo chiamati a fare.
L’intento non è quello di proclamre a tutto il mondo il mio orientamento politico ma semplicemente evidenziare alcune mie riflessoni scaturite da una tranquilla e banale conversazione:
‘se tu dovessi dare l’incarico di gestire e amministrare una impresa a chi ti rivolgeresti, tra i politici oggi in campo?’
Beh diciamo subito che questo quesito mi ha mosso una curiosità verso le figure politiche di oggi, soprattutto ero desiderosa di leggere la loro biografia non dal punto di vista politico bensì dal punto di vista del percorso formativo intrapreso prima di entrare in politica.

Il primo personaggio analizzato è stato Silvio Berlusconi. Cercando sul web sono incappata in un estratto della biografia scritta a quattro mani da Marco Travaglio e Peter Gomez. Conoscendo un po’ le inclinazioni di Travaglio mi aspettavo come giusto che sia una spietata critica e così è stato.
Silvio Berlusconi laureato in Giurisprudenza con 110 e lode, vincendo inoltre una borsa di studio – cospicua – di 2 milioni delle vecchie lire.
La lettura però mi ha scaturito un enorme senso di stupore, quasi un elogio. Si rimane pressochè increduli nel constatare quanto un uomo, nato praticamente dal nulla, sia riuscito a diventare letteralmente una potenza imprenditoriale e mediatica con estrema disinvoltura; vendere spazzole elettriche porta a porta, evitare il servizio di leva, fondare società una dietro l’altra.

Il secondo personaggio su cui ho posto la mia attenzione è Luigi di Maio. Di lui, forse perchè molto acerbo nella vita politica italiana, si scrive e si legge poco. Leggendo quelle poche righe che si ritrovano sul web, solo ‘Wikipedia’ penso ne dia un corretto inquadramento. Dopo il diploma di liceo classico, si iscrive all’università, prima Ingegneria, poi Giurisprudenza, senza mai portarla a termine. Lavora per un breve periodo come webmaster per poi dedicarsi completamente alla politica.

Il terzo personaggio in cui mi imbatto è Matteo Renzi.
Dopo il liceo ginnasio (voto 60/60) si laurea in Giurisprudenza con voto 109/110. Partecipa al programma televisivo La ruota della fortuna, vincendo 48.3 milioni delle vecchie lire. Prima di entrare in politica lavora presso una società di servizi di marketing di proprietà della sua famiglia.
Dal canto suo Renzi rispetto ad altri, si trascina l’eredità del padre – nel bene e nel male.
Dalle poche righe lette emerge – a mio parere – una sua peculiare inclinazione … il marketing e la comunicazione, che poi lo caratterizzerà anche nella sua vita politica.

Il quarto personaggio su cui far luce è Matteo Salvini.
E’ più facile leggere di critiche mosse contro di lui, o delle sue faccende sentimentali che del suo percorso formativo, ma ritengo sia indispensabile analizzare sommariamente anche il suo passato. Dopo il diploma di liceo classico, prosegue gli studi alla facoltà di Scienze Storiche dell’Università degli studi di Milano. Vero anche che non terminò mai gli studi, fermandosi ad una manciata di esami dalla laurea. Appassionato di quiz televisivi, partecipò al programma televisivo Doppio Slalom e successivamente a Il pranzo è servito. Nonostante gli studi non terminati una delle sue passioni diviene giornalista e successivamente politico.
Ammette pubblicamente di non aver mai lavorato, ma giustamente questo non è reato, anche perchè come lui tanti altri.

Il quinto personaggio è Pierluigi Bersani. Laureato in filosofia sulla storia del Cristianesimo, seguirà una breve esperienza come insegnante, per poi dedicarsi all’attività amministrativa e politica. Di lui poco altro si sa, quindi poco si può dire sul suo conto dal punto di vista formativo e lavorativo.

Il sesto personaggio infine è Emma Bonino. Ritengo sia doveroso fare un focus anche sulla sua persona; per me rappresenta ancora una della ‘vecchia guardia’, quella che indipendentemente da tutto, la storia lei l’ha vista, e ha lottato come e dove poteva, in quegli anni passati, che noi giovani di oggi non potremo mai capire o assaporare.
Dopo il diploma classico, si laurea in lingue e letteratura moderna alla Bocconi di Milano. Dei suoi eventuali lavori o professione prima di sbarcare definitivamente in politica poco si sa.

Ci sarebbero altre personalità politiche da analizzare; non se ne vogliano gli esclusi ma secondo me quelle analizzate rappresentano sostanzialmente i movimenti politici più conosciuti, nonostante i mille nomi e simboli che circondano le elezioni 2018.

Come vedete in tutto l’articolo non ho mai citato la mia opinione politica e nemmeno il partito che questi personaggi rappresentano.
Nel mio tentativo di studiare queste figure dal punto di vista del percorso formativo e non politico, mi appare chiara una cosa … la costanza, la volontà nonchè sagacia e astuzia di chi … sin dalla giovinezza ha lavorato sodo per raggiungere i propri obiettivi, costruendosi un futuro più che solido, indipendentemente dalla politica.
Della serie … se va male, cado comunque in piedi.

Ahimè è doveroso evidenziare coloro che, avendo fatto il minimo indispensabile prima, tentano di rimanere in piedi dopo, confidando e sperando di essere gradito ai più e mantenendo così la propria poltrona.

Penso sia ormai chiaro e lampante che la classe politica italiana si stia oggigiorno inesorabilmente impoverendo, non parlo di pensiero e ideologie politiche, lungi da me, bensì culturalmente.
E quindi, senza voler passare per classista, mi devo ahimè render conto che col passare del tempo ci ritroveremo sempre più personaggi senza spina dorsale – senza verve; individui che muoveranno i loro ideali a seconda di come tirerà il vento, perchè probabilmente cicredono fino a metà, e soprattutto non hanno costruito basi solide studiando prima e lavorando dopo conoscendo davvero la fatica e lo sforzo per rimanere in piedi comunque vada.
Tant’è che se noi ipotizzassimo un mondo fantastico in cui, una volta cessato il mandato politico assegnato, questa persona si reintegri nel mondo lavorativo comune. Tutti questi personaggi cosa potrebbero realmente fare? Li inseriamo nelle cooperative rosse come spesso accade ed è accaduto, per poi vederne il declino inesorabile verso il fallimento?
I nostri genitori ci insegnano, sino quasi alla nausea, che è importante studiare, perchè senza laurea e soprattutto senza impegno si va poco lontano, come potrebbero tanti di questi politici sostenere anche solo un colloquio di lavoro?
Noi giovani che una volta terminati gli studi, se iscritti ad albi professionali e non, siamo tenuti a seguire corsi di aggiornamento sulla mansione svolta. Che corsi di aggiornamento dovrebbe seguire un ex politico?
Ve lo immaginate un politico in catena di montaggio? o anche a fare turni notturni come la maggiorparte di tutti noi persone normali che sudiamo per portarci a casa i quattro soldi che ci consentono di sopravvivere e talvolta vivere?

A mio parere la classe politica odierna e futura rappresenterà ancora di più il declino culturare della popolazione italiana. In cui l’importante non è essere – imparare e sudare per diventare l’uomo o la donna che vorremmo – bensì l’apparire, quindi incrementare la propria popolarità sperando di rimanere sempre con il vento in poppa.

E ritornando alla domanda posta inizialmente, ‘se tu dovessi dare l’incarico di gestire e amministrare una impresa a chi ti rivolgeresti, tra i politici oggi in campo?’
Cosa rispondereste voi?

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